Maternità: tra profondo amore e rischio di perdersi 2


Mi avevano descritto in molti modi cosa significa diventare madre, ma posso dire con certezza che quando ho deciso che era arrivato il mio momento non avevo idea di cosa mi sarebbe realmente successo.

Non sono nata con la vocazione alla maternità, mi sognavo all’ ONU (e ancora lo faccio) a combattere battaglie per i più deboli, in giro per il mondo a perorare la causa di chi non aveva voce per farsi sentire.

Poi la vita ha portato sulla mia strada un uomo che mi ha fatto e mi fa sentire amata e accettata in tutto quello che sono, anche nei miei lati più forti, oscuri e ambiziosi. Dopo diversi anni assieme, la voglia di avere un figlio è affiorata in maniera naturale.

Una gravidanza intensa la mia: problemi di salute, il corpo impazzito, il progetto lavorativo dei sogni partito appena ho scoperto di essere in cinta, ma una gioia consistente di fondo, una serenità che tutto si sarebbe incastrato come doveva.

Poi è arrivata lei: Agata.

La mia vita si è stravolta, in un modo che non ha ritorno.

Non ho mai descritto la maternità come quell’idilliaco momento dove tutto è splendido e il dolore e la fatica si dimenticano dalla gioia: cazzate, almeno per me.

Ero a casa da sola, per la prima volta dopo tanti anni non andavo in ufficio, non avevo le mie cose da fare: faccia a faccia con lei almeno otto ore al giorno.

Chi lo avrebbe mai detto che riuscire a farsi una doccia potesse essere un obiettivo così complicato?

Non c’era progetto lavorativo che mi avesse preparato, eppure questa nuova presenza nella mia vita è diventata la forma di amore più profondo che abbia mai conosciuto.

Oggi ha 11 anni, l’ho vista imparare a mangiare, a camminare, l’ho vista emozionata i primi gg di scuola, imparare una lingua straniera da zero, provare nuovi sport, cadere e fallire, piangere e ridere a crepapelle.

È capace di mandarmi il sangue alla testa in 30 secondi e di rendermi la donna più felice del mondo.

È la mia maestra di vita migliore.

Perché nonostante mi sentissi una donna forte ed indipendente ho dovuto imparare a darle il suo spazio, a darle la libertà di conoscersi e sperimentarsi; ho dovuto capire che, anche se fare qualsiasi sacrificio per lei sarebbe stato naturale, era buono trovare una misura e giusto insegnarle a rispettare anche le mie esigenze.

E farlo è diventato ancora più difficile dopo aver deciso di spostarci in un altro paese: le cose da fare, lo stato di allerta quotidiano per capire se lei sta bene e tu hai fatto la scelta giusta, la lontananza della tua famiglia e della tua rete di supporto. È un attimo distrarti ed annullarti completamente nella sua vita.

Trasferirsi, lasciare il lavoro e ritrovarsi con la responsabilità dei figli o avere per la prima volta un figlio in un paese straniero è una storia che spesso ha la copertina satinata ma che cela sacrifici di cui si parla poco e difficoltà per le quali, soprattutto noi donne, facciamo fatica a chiedere aiuto.

Nell’amore di una maternità ci si può perdere.

Ma è davvero così che deve andare?

Io non credo, anzi penso questa sia proprio la sfida più grande.

Non voglio riversare le mie aspettative mancate su mia figlia chiedendole di essere ciò che non sono stata capace di diventare, non voglio predicare ciò che non riesco a dimostrarle con l’esempio; eppure ho rischiato di farlo.

Qualche hanno fa, cercavo di capire come tornare a lavorare qui in Svizzera senza parlare correntemente il tedesco, tutto mi sembrava difficile, tutto mi sembrava troppo. Stavo leggendo un libro suggeritomi da una cara amica sulla relazione madre-figli e mi sono trovata davanti ad una frase il cui concetto era pressapoco questo “tuo figlio non imparerà nulla da ciò che gli dirai, imparerà molto da ciò che farai, dall’esempio pratico che gli darai.”

L’ho cresciuta dicendole che poteva fare o avere ciò che voleva, se aveva la forza e la determinazione di farsi il mazzo per ottenerlo. Che come ragazza e futura donna non doveva farsi condizionare da etichette e luoghi comuni su ciò che ci si aspettava da lei.”

Finita la frase del libro mi sono guardata allo specchio: ero a casa, non lavoravo, non facevo volontariato, non avevo passioni particolari ma, nonostante questo non avevo un minuto libero nella mia giornata tra mia figlia e la casa. Ciò che era rimasto invariato era la mia gioia innata per la vita e la voglia di tornare a essere qualcos’altro oltre una mamma, senza sapere da dove partire per riuscire a farlo.

Potevo raccontarmi quello che volevo ma quello che le stavo insegnando con i fatti era parecchio lontano da ciò che predicavo con le parole. È stato anche per lei che mi sono data un calcio nel sedere.

Qualche mese dopo mi sono iscritta al Master che ha segnato il primo passo verso la mia nuova me.

Farlo è stato terrorizzante, ma da allora, ogni giorno, mi sembra di riscoprire una nuova parte di chi sono e di chi sto diventando.

Se anche tu ami profondamente i tuoi figli ma ti sei persa per strada e non hai idea di dove partire per tornare a te stessa, se arrivi alla sera che sei esausta e non ti ricordi l’ultima volta che hai fatto qualcosa solo per te, se ti sembra di aver messo la tua vita in pausa e senti il desiderio profondo di avere uno scopo, un obiettivo; voglio dirti a cuore aperto che so cosa provi e che dalla situazione in cui sei si può uscire.

Ritrovare uno scopo o ritrovare te stessa, soprattutto se non sai dove vivrai l’anno prossimo, non riguarda semplicemente tornare a lavorare, è qualcosa di molto più profondo, che per ciascuna di noi può assumere sembianze diverse.

Si tratta di avere uno spazio per noi, un progetto in cui crediamo, qualcosa che ci faccia sentire che diamo un contributo, oltre a quello già enorme che diamo ai nostri figli accompagnandoli nel loro viaggio.

Quando mi sentivo senza direzione, la domanda che mi tormentava era: da dove inizio?

Ho fatto molta fatica a trovare la risposta e mi sono sentita spesso sola, per questo oggi voglio supportare le donne che si trovano in questo momento di stallo e sto preparando un breve ebook gratuito scaricabile con i primi passi da fare per iniziare a riprendere il controllo della propria vita. 

Perché spesso non serve un grande progetto per muoverci in una nuova direzione ma un solo piccolo cambiamento alla volta.

Lo pubblicherò nelle prossime settimane, quindi se sei interessata puoi registrarti lasciando la tua mail alla fine della pagina o restare sintonizzata!

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